WordPress è davvero solo un CMS o può essere usato come framework?

Negli ultimi anni la comunità degli sviluppatori web si è spesso divisa su un tema che sembra banale ma che in realtà nasconde molte sfumature tecniche.
WordPress è solo un CMS per gestire contenuti oppure può essere considerato, a tutti gli effetti, anche un framework di sviluppo?
Una discussione nata su un gruppo Facebook tra alcuni professionisti italiani ha riportato l’argomento al centro del dibattito, dimostrando che le definizioni nel web development sono molto più fluide di quanto si pensi.

La scintilla del dibattito

Tutto è iniziato quando un freelance, specializzato nella realizzazione di siti web su misura, ha pubblicato un post per presentare i propri servizi.
Nel testo spiegava di sviluppare siti custom, con o senza WordPress, specificando che utilizza il CMS anche per progetti avanzati e personalizzati.
Da lì è nata una discussione accesa con altri professionisti che hanno contestato l’idea di definire WordPress un framework.

Screenshot della discussione su Facebook tra sviluppatori web italiani riguardo al dibattito se WordPress possa essere considerato un framework PHP o solo un CMS.

Alcuni utenti hanno sostenuto che WordPress non può in alcun modo essere paragonato a strumenti come Laravel o Symfony, che nascono per la programmazione strutturata in PHP.
Altri, invece, hanno ribattuto che tutto dipende da come viene utilizzato e da quanto si personalizza il codice, soprattutto nel caso di plugin custom o di architetture headless.

Cosa si intende per framework in ambito PHP

Per capire la differenza è utile ricordare che cosa si intende con il termine framework nel mondo dello sviluppo web.
Un framework è una base di codice predefinita che offre librerie, moduli e regole di struttura per velocizzare la creazione di applicazioni complesse.

Un framework PHP fornisce quindi un’architettura organizzata che aiuta lo sviluppatore a creare applicazioni scalabili e manutenibili nel tempo.
Tra i più conosciuti troviamo Laravel, Symfony, Yii e Phalcon, tutti progettati con una chiara separazione tra logica e presentazione.
In questi ambienti si lavora con un approccio MVC (Model View Controller), che garantisce ordine, riuso del codice e sicurezza.

Cosa fa WordPress in confronto a un framework

WordPress nasce nel 2003 come piattaforma di blogging.
Nel corso del tempo si è evoluto in un CMS potente, in grado di gestire siti aziendali, e-commerce e persino web app.
Il suo punto di forza è la flessibilità, grazie a un ecosistema di temi e plugin che permettono di estendere quasi ogni funzionalità.

WordPress offre un core stabile, API interne, un sistema di hook e filtri per modificare il comportamento del codice e una REST API per dialogare con applicazioni esterne.
Questo significa che, anche se non è un framework nel senso accademico, si comporta come tale in molti casi.
Uno sviluppatore esperto può infatti usare WordPress come base su cui costruire soluzioni personalizzate, con logiche business complesse e interfacce su misura.

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Il caso dei plugin custom

Uno dei punti centrali del dibattito riguarda proprio la definizione di “custom”.
Molti sviluppatori tendono a considerare custom solo ciò che viene creato completamente da zero, senza appoggiarsi a nessun CMS.
Ma nella pratica professionale il concetto di custom riguarda quanto il codice è scritto su misura per le esigenze di un progetto.

Quando uno sviluppatore crea un plugin custom per WordPress, scrive codice PHP originale, utilizza le API del core e costruisce funzionalità uniche.
Questo tipo di sviluppo non ha nulla a che fare con la semplice installazione di un plugin già esistente.
È sviluppo vero, con la differenza che si utilizza un’infrastruttura esistente per gestire utenti, sicurezza, permessi e database.

Schermata di codice PHP personalizzato per lo sviluppo di un plugin custom in WordPress.

WordPress headless come prova del suo potenziale

Per molti sviluppatori, la prova più evidente che WordPress può comportarsi come un framework è il modello headless.
In questa configurazione WordPress viene utilizzato solo come backend per gestire dati, utenti e contenuti, mentre il frontend viene costruito con framework moderni come React, Next.js o Vue.

Attraverso le REST API o GraphQL, WordPress espone i dati a un’applicazione esterna che si occupa del rendering e dell’interfaccia utente.
Questo approccio è identico a quello che si utilizza nei framework applicativi moderni, dove il backend fornisce servizi e API e il frontend lavora in autonomia.
Di fatto, in un progetto headless, WordPress diventa un application framework a tutti gli effetti.

Illustrazione che confronta un CMS tradizionale con un CMS headless, mostrando la differenza tra backend e frontend separati.

I limiti reali di WordPress

Naturalmente, WordPress non è privo di difetti.
Chi lo critica ha motivazioni concrete, soprattutto se si parla di architettura e sicurezza.
Alcuni punti deboli emergono soprattutto in contesti enterprise o su applicazioni che richiedono altissimi livelli di performance.

Tra le problematiche più discusse ci sono:

  • una struttura del database poco ortodossa, con molti tipi di contenuto salvati nella stessa tabella;
  • un sistema di routing complesso, meno pulito rispetto ai framework MVC;
  • l’assenza di un multilingua nativo, che costringe a utilizzare plugin esterni;
  • la possibilità per i plugin di terze parti di accedere o sovrascrivere parti del core, se scritti male.

Queste criticità sono note e vengono mitigate con buone pratiche di sviluppo, audit di sicurezza e uso di plugin di qualità.
Non si possono però ignorare del tutto e rappresentano un limite oggettivo per chi cerca una base perfettamente ingegnerizzata.

La visione accademica contro quella pragmatica

Le discussioni tra sviluppatori su WordPress spesso nascono da un contrasto di approcci.
C’è chi adotta una visione accademica, incentrata sulla purezza architetturale del codice, e chi invece preferisce un approccio pragmatico, focalizzato sul risultato.

Un framework come Laravel è concepito per chi vuole controllo totale e struttura rigida.
WordPress, al contrario, nasce per essere flessibile e adattabile a scenari diversi.
Ciò non lo rende inferiore, ma semplicemente diverso per finalità e filosofia.

Uno sviluppatore che conosce bene le API di WordPress può ottenere risultati solidi, mantenibili e scalabili, proprio come in un framework moderno.
Il confine tra CMS e framework, quindi, non è netto ma dipende dal modo in cui si utilizza lo strumento.

Il ruolo del business e la realtà del mercato

Un altro elemento spesso trascurato è il contesto economico.
WordPress oggi alimenta oltre il 40% dei siti web mondiali.
Questo significa che milioni di aziende, agenzie e freelance lo scelgono perché è una soluzione economica, flessibile e con una curva di apprendimento moderata.

Dal punto di vista del business, WordPress è un sistema che permette di:

  • sviluppare rapidamente prototipi e siti completi;
  • ridurre i costi di produzione rispetto a framework complessi;
  • mantenere compatibilità e aggiornamenti nel tempo;
  • integrare strumenti SEO, e-commerce e automazione marketing in modo nativo.

In questo scenario, definirlo “una merda” come fanno alcuni detrattori è semplicemente fuori dalla realtà del mercato.
Non si può ignorare la sua diffusione e la capacità di evolversi negli anni.

WordPress non è un framework, ma può funzionare come tale

La verità sta nel mezzo, come spesso accade nello sviluppo web.
WordPress non è nato come framework e non rispetta pienamente gli standard architetturali di uno strumento come Laravel.
Tuttavia, grazie alle sue API, ai sistemi di hook e filtri, alle REST API e alla possibilità di scrivere plugin custom, può essere utilizzato come framework applicativo.

Chi sviluppa plugin e temi su misura, scrive codice in PHP, gestisce logiche business, espone API e integra sistemi esterni sta di fatto lavorando su WordPress come se fosse un framework.
In questo senso, la distinzione tra CMS e framework perde di importanza.
Conta solo una cosa, il risultato e la qualità del codice che si produce.

WordPress rimane uno strumento imperfetto, ma estremamente versatile.
E come tutti gli strumenti, il suo valore dipende da chi lo usa e da quanto ne conosce il potenziale.

In sintesi

WordPress non è tecnicamente un framework, ma può esserlo nel suo utilizzo, plugin e temi custom possono trasformare il CMS in un vero ambiente di sviluppo, l’approccio headless lo porta ai livelli di moderni framework applicativi e la differenza la fa lo sviluppatore, non la piattaforma.

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